Nei giorni 2 e 3 Maggio 2026 a Parrano, in occasione della Festa della Terra, presso la Casa del Popolo, si sono tenuti approfondimenti e dibattiti ricchi in interventi, dedicati a giovani e studenti riguardo alla fase attuale. A cura delle associazioni Net Left e Rose Rosse d’Europa.
Premessa introduttiva:
Tra le condizioni della produzione materiale e la produzione di soggettività adeguate al Lavoro corre un filo rosso. Quando si parla di Biopolitica si intende che la vita intera è sussunta nei processi di valorizzazione; tutte le relazioni sociali e vitali sono incluse nel rapporto produttivo- contemporaneamente le contraddizioni dello sfruttamento si diffondono all’intero tessuto sociale.
Una delle sfide è liberare l’energia imbrigliata, catturata nelle maglie del Potere.
Singolarità eccedenti,individui cooperanti, istituzioni pubbliche e partecipate di Democrazia Radicale deve essere il nostro obiettivo realistico.
Davanti a noi abbiamo una classe politica e di managers, di ultradestra e non solo, che usano le tecnologie digitali per estendere e intensificare il loro programma di accentramento del potere decisionale, repressione del dissenso, cattura e neutralizzazione del conflitto sociale e sorveglianza di massa.
Il Lavoro per troppo tempo è stato trattato come una sfera separata , tecnica, dove le relazioni di Potere sarebbero un fatto normale, quasi naturale. Il lavoratore esegue, si adatta, interiorizza obiettivi e criteri decisi da altri.
Nei luoghi di Lavoro, come nelle Citta-Fabbrica-Dormitorio si educa a una pedagogia del controllo e dell’obbedienza. Si abitua a considerare normale un forte squilibrio di Diritti e di Potere; si abitua a considerare Libertà il performare bene all’interno di un Sistema di regole fissate da altri e non alla partecipazione alla costruzione di quelle regole comuni.
Si abitua a vivere, in sostanza, con forme di Autorità che in Politica considereremmo intollerabili.
A questa saldatura tra tecnocrazia, comando privato e sfiducia nella democrazia dobbiamo provare a opporre un punto di rottura politico che crei lo spazio necessario per l’emersione di proposta di uscita dalla crisi da sinistra. La sperimentazione innovativa di forme di vita altre, fuori dall’universo capitalista o in rottura con esso. Pratiche collettive di transizione post capitalista. Sostanza di cose sperate.
Bisogna riavvolgere il nastro che relega la sinistra all’impotenza da circa 40 anni- c’è bisogno di una convergenza di intenti per resistere e sferrare un contrattacco al cuore del Potere. C’è bisogno di un ritorno a principi comuni che mirino a migliorare la vita delle persone partendo dal basso- al contempo una liberazione del Desiderio e lo smascheramento di una menzogna globale.
In allegato il volantino del programma dettagliato delle giornate.
